Mindfulness · 3 min di lettura
Mindfulness: non serve svuotare la mente
Il primo passo è accorgersi di quello che c’è. Anche quando ci sono tanti pensieri.
A cura di Meditamente
Quando si pensa alla meditazione, è facile immaginare una mente finalmente silenziosa. Poi ci si siede, compaiono liste, ricordi e programmi, e arriva la sensazione di aver sbagliato qualcosa. Possiamo iniziare da una prospettiva più gentile: la pratica comprende anche il momento in cui ci accorgiamo di esserci distratti.
Prestare attenzione a ciò che accade
La mindfulness coltiva l’attenzione al momento presente, con un atteggiamento che non giudica subito l’esperienza. Il riferimento può essere una sensazione del respiro, il contatto dei piedi o un suono. Non è necessario eliminare quello che arriva: puoi riconoscerlo e scegliere dove tornare.
Questo rende la pratica concreta. Stai seguendo il respiro, ti ritrovi a pensare a un appuntamento, noti il cambiamento e ritorni. Non hai perso la meditazione: stai esercitando la possibilità di accorgerti.
Tre minuti sono un inizio possibile
- Trova una posizione sostenuta. Una sedia va bene; gli occhi possono restare aperti.
- Scegli una sensazione semplice da percepire. Lascia il respiro al suo ritmo, senza renderlo più profondo.
- Quando noti una distrazione, riconoscila e ritorna al tuo riferimento. Non occorre rimproverarti.
- Alla fine, ritrova la stanza e osserva come desideri riprendere la giornata.
Il tempo breve è una proposta, da adattare alla tua esperienza. Se il respiro ti mette a disagio, puoi usare gli appoggi o un dettaglio visivo. Se la pratica è scomoda, puoi interromperla.
Accorgersi di essersi allontanati è già un momento di presenza.
Puoi provare la pausa guidata di Meditamente e poi scegliere se continuare. La domanda non è quanto riesci a controllare la mente, ma con quale disponibilità incontri quello che succede.
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